Chi siamo

Recuperi Lombarda opera da tempo nel settore del recupero dell’abbigliamento con l’intento di impiegare nella propria struttura persone bisognose di un posto di lavoro e di un opportunità per reintegrarsi nella società. La nostra società a conduzione famigliare ha permesso nell’ultimo decennio a decine di persone di trovare un sostegno economico e morale che permettesse loro di ricongiungere il proprio nucleo familiare ritornando a ricoprire un ruolo di stima e fiducia che gli competono.

Il trattamento dei rifiuti tessili richiede come ogni altra attività morale uno sforzo organizzativo ed impegnativo che solo strutture sane ed a conduzione familiare possono offrire in questo contesto storico Molti offrono i nostri servizi, noi cerchiamo semplicemente di farlo meglio. Le nostre referenze parlano di una storia fatta da persone volenterose che impegnano personale che difficilmente potrebbe trovare integrazione in altre strutture. Le nostre certificazioni ed i permessi ottenuti ci permettono di proporci con serenità verso qualsiasi struttura.

Nelle nostre 4 Case, aperte 365 giorni all’anno, offriamo oltre un terzo dei posti letto per l’accoglienza dei malati e dei loro familiari in difficoltà che, da tutta Italia, vengono aMilano per curarsi. Grazie al prezioso aiuto di circa 80 volontari offriamo molto più che un posto letto: da noi gli ospiti trovano un tessuto familiare e vitale, un luogodegli affetti, fatto di accoglienza, solidarietà e condivisione, valori indispensabili per affrontare al meglio la malattia e la lontananza da casa. Per rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni dei malati e dei loro familiari, lavoriamo in partnership con importanti realtà del territorio. Inoltre, per sensibilizzare la cittadinanza sul tema della migrazione sanitaria e raccogliere fondi indispensabili per permetterci di conti- nuare l’attività di accoglienza, organizziamo numerosi eventi ed iniziative nel corso dell’anno.

Più o meno a tutti sarà capitato almeno una volta di destinare i propri abiti usati ai cassonetti gialli, oppure a raccolte di indumenti organizzate da parrocchie o associazioni laiche. Il gesto nobilita chi lo compie, anche perchè non costa nulla, ed ha persino degli effetti benefici sull’ambiente. Stando a un’indagine condotta dall’Università di Copenhagen, un chilogrammo di abiti usati raccolti significa –3,6 chilogrammi di CO2 nell’aria, 6000 litri di acqua risparmiati, uso di fertilizzanti e pesticidi ridotto per migliaia di tonnellate. Partendo da un dato di 14 chili di vestiti e accessori consumati in Italia pro capite in un anno, la raccolta differenziata copre una proporzione di 3-4 chili. Il materiale raccolto attraverso i contenitori viene poi convogliato dai container verso ditte specializzate, che direzionano circa metà del materiale al riutilizzo, e dunque ai mercati dell’usato italiano, in Est Europa e Africa. Un’altra porzione, circa un quarto del totale, viene riciclata, garantendo un netto risparmio in termini di anidride carbonica rispetto all’utilizzo di tessuto vergine. Di tutti gli indumenti selezionati solo una percentuale inferiore al 10%, finisce per essere distrutta. I numeri e le attività che riguardano questa particolare filiera sono in aumento, e generano sempre più posti di lavoro. Il principio del “non si butta via niente” sta generando una spirale molto interessante, soprattutto se i considera il momento di crisi generalizzata del sistema Italia.”